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Che cos’è l’Iva o Imposta sul Valore Aggiunto? (Wikipedia)

L’IVA è un’imposta generale sui consumi, che colpisce solo l’incremento di valore che un bene o un servizio acquista ad ogni passaggio economico (valore aggiunto), a partire dalla produzione fino ad arrivare al consumo del bene o del servizio stesso. Attraverso un sistema di detrazione e rivalsa (addebito), l’imposta grava completamente sul consumatore finale mentre per il soggetto passivo d’imposta (il contribuente) rimane neutrale.

Infatti il soggetto passivo d’imposta, che è colui che cede beni o servizi, può detrarre l’imposta pagata sugli acquisti di beni e servizi effettuati nell’esercizio d’impresa, arte o professione, dall’imposta addebitata (a titolo di rivalsa) agli acquirenti dei beni o committenti dei servizi prestati.

L’IVA pertanto rappresenta un costo solamente per i soggetti che non possono esercitare il diritto alla detrazione e quindi, in generale, per i consumatori finali.

Nell’imposta sul valore aggiunto occorre quindi distinguere il contribuente di fatto (il consumatore finale), che pur non essendo soggetto passivo dell’imposta stessa ne sopporta l’onere economico (o come si usa dire, è inciso dall’imposta) e il contribuente di diritto (di norma un imprenditore) su cui gravano tutti gli obblighi del soggetto passivo d’imposta, ma per il quale l’imposta stessa è dal punto di vista economico neutrale.

Esempio

Un commerciante acquista materia prima per un valore di 1000 euro, per cui pagherà una somma di 1200 euro (1000 + 200 di IVA). Supponiamo che a seguito di una serie di lavorazioni effettuate su di essa, il valore finale del prodotto lavorato sia di 1200 euro. Al momento dell’acquisto, l’utente finale verserà al commerciante una somma di 1440 euro (1200 + 240 di IVA). La somma che il commerciante è tenuto a versare allo stato non è 240 euro, ma 240 – 200 = 40 euro (IVA che il commerciante ha ricevuto dall’utente finale a netto di quella versata per acquistare la materia prima). In questo senso il commerciante è soggetto passivo d’imposta e può detrarre l’imposta pagata sugli acquisti (i 200 euro di IVA pagate all’acquisto della materia prima) dall’imposta addebitata sulle vendite (i 240 euro di IVA versate dall’utente finale al commerciate).

Inoltre il commerciante è anche neutrale rispetto all’IVA: ha ricevuto dall’utente finale 240 euro di IVA, ne ha versato 200 al momento dell’acquisto della materia prima ed altre 40 allo stato (in totale non ha ricavato né perso nulla in termini di IVA, salvo il 20% sul proprio lavoro).

L’utente finale invece (che non rivende la merce né ne aumenta il valore ma semplicemente la utilizza per i suoi scopi), paga interamente l’IVA allo stato, senza poter detrarre nulla.

[tab:Calcolare]

Come si calcola? Ecco come calcolare l’Iva senza la calcolatrice

Supponiamo di vedere un prodotto che ci interessi su un sito di E-Commerce  con il prezzo di 15 € + Iva. Come si calcola velocemente l’Iva?

Prima di tutto bisogna imparare questa semplice tabella:

4%, aliquota minima, applicata ad esempio alle vendite di generi di prima necessità (alimentari, stampa quotidiana o periodica, ecc.);

10%, aliquota ridotta, applicata ai servizi turistici in Italia per incentivare il turismo (alberghi, bar, ristoranti e altri prodotti turistici), a determinati prodotti alimentari e particolari operazioni di recupero edilizio;

20% (da Settembre 2011 al 21%) aliquota ordinaria, vale a dire che se la normativa tributaria non prevede specificamente una delle due aliquote precedenti, questa ultima è l’aliquota da applicare. Prodotti elettronici, informatici, pubblicità e tutte quelli che non rientrano nelle precedenti categorie.

Quindi se non siamo al bar o se non stiamo acquistando prodotti alimentari, l’Iva è del 20% (21%).

Per calcolare il prezzo dell’Iva basta fare il doppio del prezzo a cui vogliamo aggiungere l’Iva oppure moltiplicarlo per 2. Nel nostro esempio :

15 € + 15 € = 30 € quindi l’Iva e di 3 € è il prezzo Iva compresa e quindi 15 + 3 = 18 €

Altri esempi (al 20%):

Prezzo : 25.60 €

25.60 * 2 = 51.20 quindi 5.12

5.12 + 25.60 = 30.72 €

Prezzo : 100.00 €

100 * 2 = 200 quindi 20

20 + 100 = 120 €

Prezzo : 25 €

25+25 (oppure 25*2)  = 50 / 10 = 5

5 + 25 = 30 €

Il procedimento quindi è :

Prezzo da Ivare * 2 /10 oppure il doppio del prezzo da Ivare / 10

Il totale si aggiunge al prezzo iniziale.

Altri esempi (al 21%):

Prezzo : 25.60 €

25.60 * 2,1 = 53.76 quindi 5.37

5.37 + 25.60 = 30.97 €

[tab:Scorporare]

Se invece vogliamo scoporare l’Iva?

Abbiamo un prodotto già Ivato e vogliamo sapere quanto fa senza Iva.

In questo caso bisogna fare la divisione 1.2

Se il prezzo Iva compresa è di 30 € basterà fare : 30 / 1.2 = 25 €

Altri esempi (20%):

100 / 1.2 = 83.3333

Qualcuno toglie il -20%  sul prezzo finale, ma questo procedimento è sbagliato. Vediamo perché. Supponiamo che io abbia un valore di 100 € e che voglio togliere l’Iva a quest’importo :

Se faccio – 20% il totale sarà 80 € Sbagliato;

Se invece faccio 100 € / 1.2 = 83.33333 € Giusto;

Infatti se faccio l’operazione inversa, ovvero aggiungo l’Iva come contro prova ecco che succede :

80 * 2 / 10 = 16 che sommato a 80 mi dà 96 € (Dove sono andati a finire i 4 euro ???)

Se invece faccio 83.33333 * 2 / 10 = 16.66666 + 83.33333 = 99.99999

Ovviamente facendo -20% potrebbe essere trascurabile su piccolissime cifre, ma se si parla di grosse cifre?

Facciamo un esempio reale con 300.000 euro per capire quanto potrebbe essere la perdita sbagliando a fare lo scorporo :

Metodo sbagliato:

300.000 – 20 % = 60.000

300.000 – 60.000 = 240.000

Metodo giusto:

300.000 / 1.2 = 250.000

300.000 – 250.000 = 50.000

Quindi in questo caso sbagliare lo scorporo vi farebbe perdere 10.000 euro????

[tab:END]

SOURCE

LINK (beliceweb.it)

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ITALIAN
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© 2011 - 2013 HeelpBook - Today is: 18/1/2017 Last updated: December 19, 2016 at 16:53 pm Get helped -
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